''Non si puo', e non si deve, utilizzare nuovamente la spesa farmaceutica per sanare il deficit della sanita' e, soprattutto, non si possono e non si devono operare nuovi tagli al prezzo dei farmaci, che andrebbero a penalizzare gli investimenti in ricerca e sviluppo, a discapito della salute dei pazienti di domani, quelli, cioe', che potrebbero beneficiare delle terapie oggi allo studio da parte delle aziende impegnate nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi''. Cosi' Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, l'Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie (oltre 100 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica, interviene, a poche ore dal Consiglio dei Ministri, sui tagli che si prospettano nella manovra finanziaria. ''Il farmaco innovativo - prosegue Sidoli - rappresenta un bene prezioso per i cittadini, per il progresso scientifico e per l'economia: tra i farmaci innovativi, infatti, una larga parte sono di origine biotecnologica. Parliamo di terapie che oggi vengono impiegate per trattare o prevenire infarto, sclerosi multipla, tumore al seno, fibrosi cistica, leucemia, malattie genetiche rare, epatiti, diabete e molte altre patologie. E numerosi nuovi prodotti sono inoltre in sviluppo: da questi arriveranno, auspicabilmente, risposte a malattie ancora senza cura e trattamenti migliorativi rispetto agli attuali''. ''La possibilita' di tutelare la salute nel futuro dipende in gran parte dalle scelte che verranno fatte oggi. Ecco perche' diciamo un deciso 'no' ai tagli ai danni dei farmaci che si prospettano nella manovra finanziaria: penalizzare nuovamente le imprese farmaceutiche e biotecnologiche con tagli ingiustificati, da un lato avrebbe conseguenze pesanti sulla ricerca tesa a identificare nuove terapie e a rispondere a bisogni oggi ancora insoddisfatti e, dall'altro - conclude il presidente di Assobiotec - contribuirebbe, indirettamente, a legittimare sprechi nella spesa ospedaliera, da piu' parti denunciati e documentati''. (ASCA)
