Allergie ai farmaci, ora si possono prevenire

In Australia il gruppo di immunologi che ha scoperto il meccanismo biologico che fa scattare le pericolose allergie dopo l'assunzione di farmaci. Studiando i polimorfismi degli antigeni dei globuli bianchi (Human leukocyte antigens - Hla), la sindrome da ipersensibilità all'abacavir, farmaco antivirale impiegato anche nell'Aids, e la sindrome di Stevens-Johnson indotta dall'uso di carbamazepina, un antiepilettico, hanno scoperto come questi farmaci agiscano sul sistema immunitario inavvertitamente, alterando il modo in cui questo percepisce i tessuti dell'organismo, facendoglieli sembrare estranei. La ricerca guidata da James McCluskey del Dipartimento di microbiologia e immunologia dell'università di Melbourne, ha messo in luce i meccanismi biologici attraverso i quali un preciso tessuto di una persona determina se svilupperà allergia al farmaco o no. È stata utilizzata la struttura del Sincrotrone australiano, con una combinazione di immunologia cellulare, spettrometria di massa e biologia strutturale, per definire i cambiamenti nei processi con cui il sistema immunitario riconosce i tessuti del corpo. Sarà ora possibile individuare una nuova classe di allergie ai farmaci, scrive McCluskey «Gli effetti possono includere eruzioni cutanee e altri sintomi potenzialmente letali, come febbre, diarrea e dolori muscolari. Una semplice analisi del sangue potrà prevenire reazioni avverse nel trattamento di un'ampia gamma di condizioni come Aids, epilessia, gotta e infezioni».

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